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CARCERI: CAMPANIA; 8.000 DETENUTI, E' EMERGENZA SOVRAFFOLLAMENTO

E' emergenza sovraffollamento nelle carceri della Campania dove, al 30 giugno 2010, sono rinchiusi oltre 8mila detenuti a fronte di una capienza regolamentare stimata in poco più di 5.500 posti. A lanciare l'allarme sono le associazioni Antigone e La Mansarda Onlus che, a Napoli, hanno illustrato i dati del rapporto intermedio sulla situazione carceraria campana. Degli oltre 8mila detenuti, 4.300 sono in attesa di una sentenza definitiva.

Un dato che, secondo Samuele Ciambriello, presidente dell'Associazione La Mansanrda, indica che "si fa troppo spesso ricorso al carcere in maniera preventiva, mentre sarebbe preferibile il ricorso a misure alternative, in attesa del giudizio finale".

La Campania, stando ai dati, è la terza regione d'Italia per numero di persone chiuse in carcere e ospita l'11,7% della popolazione nazionale detenuta: 7.729 gli uomini, 310 le donne e 972 gli stranieri. A differenza di quanto si possa credere, sottolineano i relatori del rapporto, ben pochi sono in prigione per reati connessi ad attività di stampo camorristico: sono infatti solo il 2,8% mentre il maggior numero di detenuti è in carcere per reati contro il patrimonio (29,5%). Sono 17 gli istituti di pena presenti sul territorio regionale di cui sono quelli di Eboli, Lauro e Vallo della Lucania, in provincia di Salerno, non hanno problemi di sovraffollamento. I più popolati sono le carceri di Poggioreale (2.768 detenuti a fronte di una capienza di 1.385 posti); Santa Maria Capua Vetere (907 persone recluse con una disponibilità di 547 posti) e Napoli Secondigliano (1.079 presenze a fronte di una disponibilità per 1.339 persone).

La situazione più complicata, dunque, secondo quanto segnalato, è quella che si registra nella casa circondariale di Poggioreale, dove si arriva a stare in una cella anche in 14 e che, a causa delle numerose presenze di reclusi, le ore d'aria si riducono solo a due. Il problema del sovraffollamento è strettamente collegato al problema assistenza sociale e medica. A Poggioreale, per esempio, come spiega Dario Stefano Dell'Aquila, presidente di Antigone, "il rapporto tra educatori e detenuti è di 1 a 250". In 18 mesi, tra il gennaio 2009 e il giugno di quest'anno, si legge ancora nel rapporto, sono state 22 le morti registrate in carcere di cui la maggior parte (12) dovute a suicidio.