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CARCERI: COORDINAMENTO GARANTI, DDL ALFANO E' UN DOPPIONE

Il Coordinamento nazionale dei Garanti dei diritti delle persone private della libertà ritiene che il disegno di legge Alfano, che prevede l'esecuzione a domicilio di pene detentive non superiori ad un anno "non sia assolutamente idoneo a far fronte alla ormai insostenibile situazione carceraria" e che anzi sia un "doppione".

Secondo il Coordinamento, che ha diffuso una nota, tramontata la possibilità che il Governo adotti un decreto legge, vista l'urgenza imposta dal numero di persone detenute, il disegno di legge è "un inutile doppione di una misura alternativa, anche se atipica, come la detenzione domiciliare, di cui molti detenuti potrebbero già beneficiare anche in limiti temporali più ampi".

A giudizio dei Garanti, "Il testo attuale del ddl Alfano, nel rimettere alla valutazione discrezionale della Magistratura di Sorveglianza l'applicazione della misura, e venendo meno la rapidità di una decisione che nella versione originaria era ancorata alla mera verifica della disponibilità alloggiativa, snatura un intervento che doveva portare alla liberazione in tempi rapidi di alcune migliaia di detenuti con imminente fine pena, e la cui pericolosità si presumeva diminuita".

C'é da chiedersi, rileva il Coordinamento, come mai un istituto già esistente, ed in limiti più ampi, cioé la detenzione domiciliare, "non abbia trovato sufficiente applicazione, se il ministro di Giustizia ha ritenuto di presentare un ddl per una ipotesi che è già ricompresa nell'istituto già esistente".

"Nell'evidenza che anche questo intervento legislativo appare inutile - concludono i garanti -, la richiesta è che si metta mano ad una vera riforma del codice penale (ricordando che già la Commissione Nordio nel 2005 e la Commissione Pisapia nel 2008 avevano elaborato progetti in tal senso, con la ridefinizione delle condotte illecite e introducendo un diverso e articolato sistema sanzionatorio che preveda il carcere come extrema ratio) e alla revisione delle leggi che producono carcerizzazione inutile, che si dia luogo ad una piena valorizzazione delle misure alternative e si cerchino per gli stranieri soluzioni dignitose per incentivare i rientri e i non ritorni, come l'introduzione della misura del rimpatrio assistito".