"Per me è scrivere per Adriano è stato un onore. Era la prima volta. Ma ho scritto un pezzo ancora più forte, magari glielo regalo per il suo compleanno": Jovanotti fa così gli auguri ad Adriano Celentano, 70 anni il 6 gennaio (su come lo festeggerà c'é ancora mistero) e per il quale ha firmato 'Aria ... non sei piu' tu', brano ecologista incluso nel nuovo cd del Molleggiato che ha appena raggiunto il traguardo del quadruplo disco di platino.
"Settant'anni? Davvero? Non lo diresti mai, sembra che ne abbia 15 - dice Jovanotti all'ANSA -. Adriano è una delle persone più vitali, curiose e intelligenti che io conosca. E' veramente quello che dice di sé, ovvero il più forte". Per Lorenzo, Celentano "è uno dei pochi casi in cui l'opinione che lui ha di sé, corrisponde esattamente alla sostanza dei fatti. E' un uomo di grandissimo carisma, di grande gioia". Cosa ha imparato lavorando con un'icona come Celentano? "Adriano come artista lo conosco da sempre, e un pochino anche di persona. Da lui si traggono insegnamenti importanti, come giocare con il proprio lavoro. Lui gioca e rilancia, continuamente, rimette tutto in discussione. Fa questo lavoro per il piacere di farlo". Può quindi essere a volte difficile stargli dietro? "Se ci riesci è molto divertente. E' anche una persona molto piacevole, una bella persona. E ha fatto la storia della musica italiana".
Qual è la sua canzone preferita? "Azzurro - risponde senza tentennamenti -, che è poi anche la mia canzone preferita in assoluto della musica italiana. E' il massimo esempio in cui un interprete riscrive la canzone, la compone attraverso la sua interpretazione. Azzurro sembra più sua che di Paolo Conte". E aggiunge: "E' la canzone che mi viene in mente nei momenti di allegria. Adriano mi ha raccontato che quando l'ha registrata aveva il raffreddore. Infatti c'é un punto in cui si sente che c'é un calo di voce, bellissimo, dovuto proprio al raffreddore".
A proposito di 'Aria...non sei piu' tù, racconta che Celentano "come sempre fa, l'ha rimanipolato, trasformato, ha cambiato molto della struttura. Ma a lui piace molto, infatti l'ha scelto come seconda traccia. Ma - rivela Jovanotti - per lui ho scritto un pezzo ancora più forte, fortissimo, che prima o poi uscirà. Anzi... glielo regalo per i suoi 70 anni". Intanto, il 18 gennaio esce Safari, anticipato dal singolo Fango, uno dei più scaricati sul web e anche brano molto amato dal leader del Pd e sindaco di Roma Walter Veltroni, che si è anche augurato di riportare Lorenzo presto nella Capitale per un concerto live. "Fango è un pezzo unico all'interno dell'album - spiega Lorenzo -. Nel cd c'é un clima, ma musicalmente ogni brano ha un suo mondo".
Il cantautore si avvale di alcune collaborazioni importanti, da Ben Harper a Sergio Mendes, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Sly & Robbie ("due artisti storici del dab giamaicano, sono cresciuto ascoltandoli") e Michael Franti, esponente dell'hip hop americano. L'attuale Top Ten è tutta italiana, un buon segno? "E' bello come notizia, ma c'é da chiedersi 'l'anno prossimo cosa facciamo, altre 10 raccolte?' Io sono contento di uscire con un cd di pezzi nuovi di zecca che guardano al futuro, perché quello è il lavoro che gli artisti devono fare, non tanto guardare a cosa hanno fatto negli anni. Adriano è stato uno dei pochi a uscire a Natale con un disco di inediti, è un gesto coraggioso". Vedremo Jovanotti superospite a Sanremo?
"Ne ho parlato con Pippo un paio di mesi fa, ma non abbiamo parlato dei dettagli. A me piacerebbe, è un'occasione ghiotta. La volontà c'é, ma prima di confermare la mia partecipazione - conclude - mi devo far venire un'idea. Non vorrei andare lì e fare una canzone, anche se potrebbe anche essere quella l'idea". Poi, ci pensa su un momento e afferma: "Il massimo sarebbe andar lì e fare una canzone come si deve, una volta nella vita. Potrebbe essere anche quella l'idea....".