Fallimento Spanair spinge risiko cieli
Accordi fra compagnie strada obbligata per competere
30 gennaio, 13:41La spagnola Spanair è l'ultima vittima del trasporto aereo a cadere sotto la scure della crisi economica internazionale; qualche settimana fa era toccato all'austriaca AirAlps. Una crisi che ha messo in moto un risiko nei cieli giocato a colpi di fallimenti, acquisizioni, consolidamenti e accordi industriali ormai diventati una strada obbligata per sopravvivere e competere.
L'industria del trasporto aereo, dice la Iata (l'associazione mondiale delle compagnie aeree), in 40 anni ha avuto una redditività sul fatturato pari allo 0,3%, che rivela una forte difficoltà di remunerare i capitali investiti. Troppi aerei e posti offerti a un mercato che non riesce ad assorbirne a sufficienza, e sotto costante pressione da elevati costi del carburante e dal susseguirsi di instabilità finanziarie, meteo e geopolitiche. In più, una competizione mondiale, avviata con gli accordi open-sky che hanno abbattuto ogni barriera all'ingresso di nuovi operatori.
Sono fallite aziende storiche come Twa e Pan Am negli Stati Uniti, la brasiliana Varig, la belga Sabena, la svizzera Swissair, e l'Alitalia, rinata con capitali privati e unita ad Air One, di cui il gruppo Air France-Klm ha il 25%.
Anche le aviolinee italiane sono costrette a questo percorso: negli ultimi due anni sono fallite Alpi Eagles e la low cost My Air, nel 2011 Livingston mentre l'anno scorso c'é stato il consolidamento tra Air Italy e Meridiana, che a sua volta aveva assorbito Eurofly, e pochi giorni fa Alitalia ha annunciato il progetto di integrazione con Blue Panorama e Wind Jet.
Secondo uno studio del World Business Forum del 2008, l'Italia è il quinto Paese al mondo per numero di compagnie aeree presenti. Con un numero inferiore si riduce la concorrenza ma se sono troppe il rischio è aerei a terra, lavoratori a casa e creditori non pagati.
Su scala europea poche le compagnie 'stand alone'. La portoghese Tap e la scandinava Sas, la polacca Lot (voci di interesse di Turkish), mentre Etihad, la compagnia dell'Emirato di Abu Dhabi è salita al 29% del capitale di Air Berlin, la principale low cost tedesca. Sotto l'ala di Lufthansa sono finite Austrian, Swiss, Brussels Airlines, German Wings e Air Dolomiti. Iag, la holding nata dal matrimonio fra British Airways e Iberia, sta per acquisire British Midland, seconda compagnia inglese, da Lufthansa.
Nel 2007 è finita in 'chapter 11' Delta e nel novembre scorso la procedura fallimentare Usa è stata annunciata per il colosso American Airlines messo a dura prova dal consolidamento tra Continental e United e tra Delta e Northwest da cui è nata a più grande compagnia al mondo. Sullo sfondo si consolidano le alleanze globali SkyTeam, Star Alliance e One World. La sfida, per il mercato, è trovare un equilibrio tra concentrazione e liberalizzazione.










