Fiction Loren, dall'infanzia povera all'Oscar
'La mia casa e' piena di specchi', per la regia di Vittorio Sindoni
10 marzo, 18:13
ROMA - "E' una storia di amore, difficoltà e sentimenti, bella e avvincente come è stata la vita di Romilda, Sophia e Maria": così il regista Vittorio Sindoni parla di La mia casa è piena di specchi, l'attesa miniserie evento in onda domenica e lunedì su Raiuno, liberamente tratta dall'omonimo libro di Maria Scicolone. Nelle due puntate c'é il quadro della famiglia, una trama di ricordi che comincia con l'Oscar a soli 26 anni per La ciociara e va indietro fino all'infanzia, raccontando sacrifici, determinazione, voglia di arrivare della più famosa delle dive italiane.
C'é l'inizio difficile a Cinecittà, con mamma Romilda (interpretata dalla Loren) che si batte come una leonessa per imporre la figlia (Margareth Madé) in particine di contorno come l'apparizione nel kolossal Quo Vadis?, i primi fotoromanzi, la stanza in subaffitto dove abitare tutte e tre mettendo in tavola solo un piatto di minestra. E poi i primi successi - e nel film ci sono anche spezzoni originali e foto d'epoca - l'incontro con Carlo Ponti (Giovanni Carta). Mamma Romilda ormai ricca ma non sistemata con l'abito bianco come avrebbe voluto (abito bianco che neppure la Loren ha avuto mai), fondamentalmente sola e con Maria (Gilda Lapardhaja e da bambina Antonella Di Monte) sempre tenuta stretta al fianco, in perenne attesa che la figlia torni da qualche set internazionale e le dedichi tempo.
C'é poi la storia travagliata con Riccardo Scicolone (Enzo De Caro) che riconobbe Sophia ma non Maria e arrivò anche a mandare a Romilda i carabinieri accusandola di induzione alla prostituzione. Sofferenze familiari che segnarono la giovane Maria come emerge in particolare nella seconda puntata. "Mi ha scelto la Loren, spero di non averla delusa", dice Sindoni. Prodotto da Claudio Saraceni (IdeaCinema) per Rai Fiction, La mia casa è piena di specchi ha le musiche di Nicola Piovani, le scenografie di Giantito Burchiellaro e Luigi Marchione e la fotografia di Ennio Guarnieri.







