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Operazione Polizia a Palermo e in Usa, arresti

Gli investigatori: le cosche si riorganizzano, tornano i vecchi boss

10 marzo, 19:08

ROMA - Le cosche palermitane, decimate dagli ultimi arresti, tentano di riorganizzarsi. E ai vertici tornano boss storici. E' una delle circostanze emerse dall'indagine congiunta dello Sco della polizia e dell'Fbi che oggi ha portato all'arresto, a Palermo, di 20 persone e negli Usa di altre 6, accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico di droga, riciclaggio e traffico di banconote false. Gli indagati nell'ambito dell'operazione denominata 'Paesan Blues' sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, riciclaggio, estorsione, tentato omicidio, traffico di droga e altro. Le indagini hanno consentito di destrutturare la famiglia di Santa Maria di Gesù di Palermo e le sue ramificazioni negli Stati Uniti.

Al centro dell'inchiesta la ''famiglia'' di Santa Maria di Gesu' tornata sotto la guida di Gioacchino Corso, e del fratello Giampaolo, entrambi arrestati. Ad eseguire le disposizioni dei due boss altri due esponenti di vecchia data dell'organizzazione mafiosa come Giuseppe Lo Bocchiaro, condannato per l'omicidio di Pietro Marchese, assassinato nell'82 mentre era detenuto all'Ucciardone, nell'ambito della guerra di mafia. A Pietro Pilo, uomo di fiducia del boss storico Cosimo Vernengo, con cui ha gestito importanti traffici di droga, era stata assegnata invece la gestione della cassa dell'organizzazione. Il ritorno al vertice dei vecchi boss era una circostanza gia' segnalata dai Servizi segreti nell'ultima relazione al Parlamento: secondo l'Aisi, infatti, Cosa Nostra, ''costretta ad inabissarsi dall'aggravarsi delle fasi critiche'', starebbe cercando di ''recuperare figure carismatiche, segnatamente storici capimafia che, accanto alle giovani leve, in una prospettiva temporale di medio-lungo termine siano in grado di ripristinare modelli organizzativi piu' efficaci ed idonei a superare le attuali difficolta'''. Una Cosa nostra che torna all'antico, dunque, secondo i Servizi, con gli ''storici e carismatici capimafia'' recuperati anche per risolvere altre problematiche: ''riempire i vuoti di potere a livello apicale, specie di alcune articolazioni strategiche del Palermitano, ormai decapitate; riaffermare la presenza mafiosa sul territorio e recuperare risorse economiche tramite l'esercizio estorsivo, l'ingerenza persistente e sistematica negli appalti e nell'esecuzione di lavori pubblici e privati, anche per soddisfare le crescenti esigenze di un circuito carcerario sempre piu' influente''.

COSA NOSTRA, AFFARI A NEW YORK E MIAMI - La mafia siciliana continua ad avere strettissimo rapporti d'affari con quella statunitense, in particolare con le famiglie di New York e Miami. E' una delle scoperte dell'indagine congiunta della polizia e dell'Fbi che ha portato all'arresto di 26 persone. L'inchiesta ha consentito la cattura di tre capi mafia della cosca Gambino di New York: Gaetano Napoli e i figli Gaetano Jr. e Thomas, accusati di estorsione, usura, riciclaggio e bancarotta fraudolenta.

Secondo l'Fbi la famiglia Napoli investiva denaro sporco in prestiti usurai: tra le vittime un imprenditore di origine italiana. A tenere i contatti fra le cosche siciliane, in particolare quella di S. Maria di Gesu', e quelle statunitensi, sarebbe stato Roberto Settineri colpito da un doppio provvedimento di carcerazione. Palermitano, da anni residente e Miami ha ospitato negli Usa il capo della famiglia di S. Maria di Gesu', Giampaolo Corso. A Miami l'Fbi, ha arrestato, nell'ambito di questa indagine, per riciclaggio e intralcio alla giustizia, oltre a Settineri accusato di avere ripulito denaro proveniente dal traffico di droga, il suo braccio destro Antonio Tricami e altri due suoi uomini di fiducia: Enrique Ross e Daniel Dromerhauser. Secondo gli investigatori Cosa nostra newyorkese e' rappresentata dalle famiglie Gambino, Colombo, Bonanno, Genovese e Lucchese che investono in particolare nei traffici di droga, nella gestione degli appalti, nel gioco d'azzardo, nel traffico d'armi e nella prostituzione.

SEQUESTRATE ARMI E DOCUMENTI - Nel corso dell'operazione sono state sequestrare armi e documenti. Lo si apprende da fonti investigative qualificate che hanno partecipato all'operazione. In particolare, nel corso delle perquisizioni, sono state recuperate tre pistole e diversa documentazione relativa alle estorsioni compiute dagli indagati nei confronti di diversi commercianti.
 
TROVATO LIBRO MASTRO ESTORSIONI COSCA- E' ancora il racket delle estorsioni la principale fonte di reddito dell'organizzazione mafiosa: la conferma dell'importanza delle estorsioni per l'economia delle cosche arriva dall'indagine congiunta di polizia ed Fbi che ha portato a 26 arresti tra la Sicilia e gli Usa. Nel corso dell'indagine gli investigatori hanno trovato una prova importante della gestione del racket da parte della famiglia di Santa Maria di Gesu': una sorta di libro mastro con l'indicazione delle vittime del pizzo e delle cifre pagate all'associazione mafiosa. A casa del cassiere della cosca e' stato sequestrato anche del denaro che, secondo gli inquirenti, sarebbe il frutto del taglieggiamento. Nei confronti di chi si rifiutava di pagare l'organizzazione reagiva con attentati, danneggiamenti. Dure le sanzioni adottate anche nei confronti di chi non si adeguava alle decisioni della cosca: e' il caso di Gioacchino Stassi, un pregiudicato ferito a colpi di arma da fuoco nel 2009.
 
I NOMI DEI FERMATI - Questi i 21 fermati dai pm palermitani nell'ambito dell'operazione antimafia che ha riguardato la Sicilia e gli Stati Uniti: Leonardo Algeri, 31 anni, Giovanni Burgarello, 43 anni, Andrea Casamento, 32 anni, Massimiliano Castelluccio, 32 anni, Gaetano Castelluccio, 31 anni, Massimiliano Codiglione, 42 anni, Gianpaolo Corso, 38 anni, Gioacchino Corso, 43 anni, Giuseppe Di Maio, 33 anni, Umberto Di Cara 25 anni, Claudio Faldetta, 24 anni, Francesco Guercio, 32 anni, Giuseppe Lo Bocchiaro, 50 anni, Salvatore Luisi, 22 anni, Massimo Mancino, 33 anni, attualmente detenuto nel carcere Ucciardone a Palermo, Pietro Pilo, 49 anni, Girolamo Rao, 38 anni, Roberto Settineri, 42 anni, residente a Miami (Usa), Giovanni Lo Verde, 71 anni, Pietro Gandolfo, 41 anni, (questi indagati sono tutti palermitani), Gaetano Di Giulio, 35 anni, di Caltanissetta
 
I FERMATI NEGLI STATI UNITI - Questi i sei fermati negli Usa nell'ambito dell'inchiesta condotta congiuntamente da Fbi e polizia: Gaetano Napoli, 71 anni; Tommaso Napoli, 31 anni, Gaetano Napoli, 44 anni, Antonio Tricamo, 37 anni e Daniel Dromerhauser, 39 anni, Roberto Settineri, 42 anni, Quest'ultimo e' destinatario anche del fermo da parte dei pm palermitani. Un'altra persona, Giuseppe Frusteri, 35 anni, e' stato arrestato in flagranza di reato per detenzione di armi.

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