(ANSA) - CERNOBBIO (COMO), 3 SET - La ripresa c'e', ma e'
debole e, in Europa, procede a macchia di leopardo. Nella sua
prima giornata di lavori il Workshop Ambrosetti si interroga
sulla capacita' dell'Italia di mettere in campo, in tempi brevi,
misure in grado di accompagnare il rilancio dell'economia.
''La ripresa c'e''' - conferma il consigliere delegato di
Intesa Sanpaolo Corrado Passera - ma ''forse questa ripresa in
alcune parti del mondo come in Europa non e' sufficiente e non
sufficientemente diffusa. Pero' c'e' e questo e' importante''.
Per Passera ''cresce una buona parte del mondo, che e' quella in
via di sviluppo che ormai e' tutta insieme un pezzo importante
dell'economia globale e pareggia quasi quella americana che pur
non crescendo tanto, comunque cresce''. Per quanto riguarda
l'Europa ''ci sono Paesi che riescono a crescere di piu' e Paesi
che crescono di meno ed e' giusto andare a vedere perche' alcuni
Paesi meglio di altri sanno approfittare del commercio
internazionale e sanno saltare sopra la nuova fase di crescita.
L'Italia - conclude - deve saper fare questo''. Un'analisi
largamente condivisa anche dal vice presidente di Confindustria
Alberto Bombassei che sottolinea pero' come anche la politica
''deve fare la sua parte'' e, ricordando il recente appello del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sottolinea come
''il problema del Paese e' riportare i posti di lavoro al
livello di prima e far diventare l'Italia piu' competitiva''.
Per agganciare la ripresa europea, nel nostro paese, ''ci
vorrebbe una strategia di crescita industriale che non c'e''',
spiega l'economista Giacomo Vaciago. ''L'Italia e' ancora oggi
un grande paese industriale'', ma se lo vuole restare ''dobbiamo
fare gli investimenti scommettendo sull'industria''. Le nostre
migliori aziende - aggiunge - gia' da anno sono tornate a
crescere ovunque ma ''il nostro Mezzogiorno e' un problema
enorme''. Secondo Vaciago, inoltre, nel nostro paese ''c'e' una
situazione ancora molto fragile che puo' significare un 2011 che
inizia male''. In tal senso l'economista cita la cassa
integrazione straordinaria: ''un frigorifero in cui hai messo i
lavoratori''.
Orizzonte difficile, quello della seconda meta' dell'anno,
anche nelle previsioni di un altro economista, Nouriel Roubini.
''La seconda meta' dell'anno - afferma - sara' piu' debole
perche' non ci saranno piu' gli strascichi dei pacchetti di
stimolo fiscale''. Un quadro che ''verra' avvertito come una
recessione anche se tecnicamente non lo e', perche' tutto verra'
visto con occhi pessimistici''. Visione contrapposta invece,
quella di Roubini e quella di un altro 'guru' dell'economia,
Jean Paul Fitoussi, sul ruolo svolto dalla Bce. Per il primo
''bisogna considerare anche altre politiche economiche, serve
una politica monetaria piu' morbida'' e l'Eurotower e la
Germania ''non stanno facendo la loro parte per la crescita
delle aree periferiche''. Per Fitoussi invece ''la banca
centrale ha fatto bene, ha fatto da se' una vera politica di
rilancio: io non me l'aspettavo''.(ANSA).