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Berlusconi: la settimana prossima il nome del ministro al Colle

L'annuncio di Berlusconi che dice: il mio interim è stato pieno. Bersani: è stato un vuoto totale

04 settembre, 09:28
La poltrona vuota dopo la conferenza stampa al ministero il 4 maggio in cui Scajola annuncio' le dimissioni
La poltrona vuota dopo la conferenza stampa al ministero il 4 maggio in cui Scajola annuncio' le dimissioni
Berlusconi: la settimana prossima il nome del ministro al Colle

di Federico Garimberti

ROMA - Dopo poco piu' di un mese, Silvio Berlusconi, nuovamente incalzato dal Capo dello Stato, ma anche dagli industriali, risponde al Colle e agli imprenditori annunciando l'imminente nomina del successore di Claudio Scajola. Ed esattamente come a fine luglio, in pole position per diventare ministro dello Sviluppo Economico c'e' Paolo Romani.

Ma la promessa del presidente del Consiglio non placa l'opposizione che attacca duramente, rimproverando al premier di aver lasciato un ''vuoto totale'' in un dicastero di importanza strategica. Critiche, che si aggiungono all'appello di ieri di Giorgio Napolitano per una seria politica industriale, che il premier respinge al mittente con forza.

''Vedo che da piu' parti si chiede la nomina di un nuovo ministro, sostenendo che sino ad ora ci sarebbe stato un vuoto: mi permetto di garantire che il mio 'interim' non e' stato un vuoto, ma 'un pieno' di decisioni'', scrive Berlusconi in una nota in cui si ricordano gli oltre 300 provvedimenti da lui firmati. Comunque, conclude il capo del governo, ''la settimana prossima sottoporro' al presidente della Repubblica il nome di un nuovo ministro dello Sviluppo''.

Concetti rafforzati ed estesi in un secondo comunicato di palazzo Chigi in cui si sottolinea come ''mai il Presidente del Consiglio e il Governo, abbiano sottovalutato le crisi aziendali''. Un passaggio che sembra rispondere ad un altro allarme sollevato dal capo dello Stato.

Nel lungo comunicato ci sono anche altri due passaggi che sembrano avere destinatari precisi: l'opposizione, quando si rimarca che ''non c'e' stato alcun vuoto di potere'' ma semmai ''decisioni efficaci''; e l'ad di Intesa San Paolo Corrado Passera che aveva definito urgente anche la nomina al vertice della Consob, quando palazzo Chigi sottolinea che esse vengono effettuate ''nel rispetto dell'iter previsto''.

Berlusconi, insomma, sembra togliersi diversi sassolini nelle scarpe. Ma evidentemente non vuole esacerbare gli animi con il Quirinale. E cosi', in serata, diffonde una terza nota in cui si smentisce quanto detto dal deputato Pdl Giorgio Stracquadanio, che in sostanza aveva imputato al veto del Colle su Romani il ritardo nella scelta del successore di Scajola: ''Il Capo dello Stato non ha mai respinto alcuna candidatura, anche perche' non ho mai proposto finora candidati'', precisa il premier. L'opposizione, pero', attacca. Pier Luigi Bersani sceglie l'ironia: ''Non e' la prima volta che sento dire che la nomina ci sara' la prossima settimana. Di che anno? Spero che sia di quest'anno'', dice sarcastico il segretario del Pd che poi minaccia una mozione di sfiducia contro il premier se l'interim dovesse continuare.

Anche Antonio Di Pietro non lesina critiche. ''Berlusconi continua a bluffare e a prendere in giro gli italiani'', attacca il leader dell'Idv. Intanto, nel centrodestra gia' impazza il 'totonomine'. Anche se, dopo tanti annunci disattesi, la cautela e' massima. Anche perche', nonostante la smentita dello stesso premier, fra ministri e stretti collaboratori resta la convinzione che proprio i dubbi del Colle su Romani possano alla fine risultare decisivi.

Stando a queste voci, gia' circolate in passato, il vice-ministro sarebbe considerato dal Quirinale troppo legato a Mediaset. Indiscrezioni che, naturalmente, non trovano alcuna conferma ufficiale dal Quirinale, ma che fanno restare nell'incertezza quanti tentato di pronosticare un nome. Il premier, ancora ieri nelle riunioni a palazzo Grazioli, ha continuato comunque a fare apertamente il nome di Romani.

Ma la partita per la successione si intreccia con quella con Gianfranco Fini. E pochi leggono nel rinvio alla prossima settimana, cioe' a dopo il discorso di Mirabello, una coincidenza. Ecco perche' nei palazzi della politica circolano altri nomi: come quello del finiano Mario Baldassarri, che potrebbe essere scelto dal Cavaliere per sparigliare le carte dentro Fli; o dell'ex aennino Stefano Saglia, rimasto fedele a Berlusconi, potrebbe essere scelto come dimostrazione del fatto che la fedelta' premia.

 

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