Monito Napolitano, legalità e sostegno magistratura
'Il sacrificio del generale Dalla Chiesa occasione per rafforzare la cultura della legalità'
03 settembre, 21:46Correlati
di Chiara Scalise
ROMA - Rafforzare la cultura della legalita' e il sostegno delle istituzioni repubblicane nei confronti della magistratura e delle forze dell'ordine che combattono le organizzazioni criminali: nuovo monito del presidente della Repubblica a 28 anni dall'uccisione del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, che e' stato un ''servitore dello Stato di grande rigore - ricorda il Capo dello Stato - civile e morale''.
Il ricordo del ''sacrificio'' del generale e' ancora oggi, secondo Giorgio Napolitano, un'occasione ''preziosa'' per rinnovare ''specialmente nei giovani il senso della democrazia'', cosi' come la sua morte, aggiunge, ha contribuito ''a far crescere un ancora piu' ampio e diffuso moto di indignata e consapevole difesa di quei valori di giustizia, democrazia e liberta' per i quali egli si era battuto anche a costo della vita''.
L'Italia dei Valori, con il capogruppo alla Camera Massimo Donadi, si dice convinta che nei fatti le parole del Capo dello Stato siano ''uno schiaffo al governo ed a Berlusconi, da anni impegnato in una guerra contro i giudici''. L'azione dell'Esecutivo, come dimostra il disegno di legge sul processo breve, troppo spesso vanifica, attacca anche il Pd, proprio il lavoro delle toghe. Giustizia ma anche nuovamente economia.
Il Presidente della Repubblica non nasconde infatti ancora una volta le proprie preoccupazioni per l'andamento dei conti del Paese: ''Basta leggere i numeri - dice in un colloquio con il Messaggero - che danno i giornali e magari guadarsi un po' intorno. L'Italia, se tutto va bene, cresce dell'1,1%, sotto la Francia e non parliamo della Germania...''.
Timori che sono estesi alla scena internazionale: ''L'Europa - si chiede - si riprende davvero? Come la mettiamo con la battuta d'arresto degli Stati Uniti?''. In cima alle preoccupazioni del Colle ci sono sempre i giovani: ''Abbiamo fatto il possibile - afferma - per farli rientrare, qualche volta ci siamo riusciti. Proveremo ancora - assicura - perche' non possiamo perdere questa battaglia: pero' e' vero che spesso, anche quando rientrano non trovano prospettive adeguate di ulteriore affermazione''. Molti quindi i punti ancora in sospeso e per cui e' piu' necessario, sottolinea il Capo dello Stato, avere una seria politica industriale nonche' ''un centro di responsabilita' per lo sviluppo''.
Un invito ripetuto in questi giorni dal Capo dello Stato e condiviso, seppur con diverse sfumature, da maggioranza e opposizione e che oggi incassa anche il plauso di Confindustria: ''Credo che sia piu' che lecito - commenta il vicepresidente degli industriali Alberto Bombassei - basta aprire i giornali di agosto: si e' parlato di tutto ma pochissimo di economia. Invece il problema del Paese e' riportare i posti di lavoro al livello di prima e far diventare l'Italia piu' competitiva''.







